lunedì, luglio 06, 2009

ELEZIONI, BALLOTTAGGIO ANTICIPATO

Il secondo turno delle presidenziali in Guinea-Bissau è stato anticipato al 26 luglio. La commissione elettorale nazionale ha deciso di cambiare la data del ballottaggio, previsto per il due di agosto, per evitare un elevato grado di astensione.
Nel primo turno delle elezioni presidenziali, il tasso di astensione è stato del 40 per cento. La Guinea Bissau sceglierà tra due ex capi di Stato, Malam Bacai Sanhá, il PAIGC, e Kumba Yala, il PRS.

domenica, luglio 05, 2009

L’UOMO COL BERRETTO CHE DA’ IL GIRO A SITUAZIONI IMPOSSIBILI

Kumba Yala e’ una delle figure piu complesse della politica Guineense, un misto tra un ribelle e leader tribale Balanta, con un percorso ideologico inusuale, per lo meno secondo una logica di approccio europea.
I risultati delle elezioni presidenziali di Domenica, presentate questa settimana, dicono che Kumba e’ giunto al ballottaggio. Le sue possibilita’ di vittoria sembrano scarse, ma di fatto Kumba e’ sempre stato sottovalutato.
Il suo lato folcloristico, il suo berretto rosso, per esempio, favorisce una analisi superficiale. Ma dall’altro lato, il tribalismo imperversa. Molto di cio’ che dice e’ strano ed il suo passato include numerose “deviazioni” rispetto le norme diplomatiche. Ma questo sara’ un Kumba visto da fuori. Quello che conta sono gli elettori Guineensi: e questi gia’ ebbero molta fiducia in lui, al punto da eleggerlo Presidente nel 2000.
Il ripetersi di quella vittoria non sara’ facile.
40.000 voti lo separano da Malan Bacai Sanha.
Il ballottaggio decorrera’ in un clima crespo, ansioso, e Kumba ha alimentato questa ansia con affermazioni mica da ridere.
La Societa’ Guineense e’ traumatizzata dalla violenza politica, dalla corruzzione e dal narcotraffico, che fanno camminare il paese nella direzione di uno stato fallato. I militari esercitano un potere parallelo, che i civili non riescono a controllare. La democrazia e’ precaria.
Kumba Yala conosce bene questa precarieta’.
Nato nel 1953 a Bula, nel cuore balanta del paese, il politico e’ figlio di contadini, ma e’ riuscito a studiare teologia e filosofia in Portogallo. Passo’ per l’universita’ cattolica e anche per la squadra di football Louletana, dove avrebbe giocato, non si sa bene se da estremo sinistro o centro avanti.
Secondo la biografia ufficiale, Kumba e’ appartenuto presto al movimento per la liberazione ed al PAIGC. Fino al 1990 non si conosce bene il suo percorso ma si sa che e’ stato espulso dal partito. Alcuni dirigenti del PAIGC lo accusarono di aver partecipato al golpe nel 1986, nel quale morirono Paolo Correia e Viriato pa. Questo episodio (l’eliminazione dei dirigenti balanta che Nino Vieira vedeva come una minaccia) fu uno dei fattori che diede origine alla guerra civile del 1998.
Negli anni 90 Yala’ fu uno dei pochi politici che si preparavano a sfidareil potere assoluto dell’allora presidente Nino Vieira. Fu’ sconfitto nelle prime elezioni (che Nino vinse facilmente), e quando vi furono i primi sussulti da parte della giunta militare, Kumba resto’ fuori dalla “perturbazione” e sembrava aver terminato la sua carriera.
Ma non fu cosi’.
Piu’ tardi, quando fu’ al potere, tra il 2000 ed il 2003, fortemente condizionato dai militari, Kumba confermo’ molto di quello che oggi si scrive su di lui: la sua presidenza fu un errore continuo, contraddistinta dalla corruzione, dal favoritismo verso i balanta e dalla generale debolezza e fragilita’ del potere civile.
Il suo mandato non si concluse, in quanto marcato dalla morte del brigatiere Ansumane Mane, che guidava il movimento della giunta militare che sbatte’ in esilio Nino Vieira. Sicuramente da qui i Mandinga non perdonarono mai quel sangue versato.
Nel 2003, in un contesto di fracasso economico del paese e di incapacita’ di pagare i salari alla truppa, il presidente Kumba fu’ sbattuto fuori dai militari. Umiliato, l’uomo grande e’ uscito dalla porta piccola.
Solo che in Guinea la gente fa’ molti giri...Kumba ritorna per le lezioni del 2005, ma ottiene un brutto risultato, visto che quelle elezioni le vinse un altro “rientrato in patria” e cioe’ Nino, che batte’ Malam Bacai Sanha nelle votazioni finali. Dopo essere stato eletto, anche Nino si e’ confrontato con i colletti delle forze armate, tentando di regnare su di loro, ed infatti si e’ trovato morto ammazzato nel marzo di quest’anno.
E la storia si ripete: Data delle elezioni, Kumba che ritorna dall’esilio, trasformato dalla sua conversione all’Islam, religione che studio’ durante 2 anni di permanenza in Marocco. L’antico presidente ha cambiato anche nome: Mohamed Iala’ Embalo’.
Il carisma del candidato e’ innegabile, come e’ evidente la sua capacita’ di attrarre le moltitudini ed impressionarle con discorsi infiammati. Cosi’ successe nella campagna di Novembre e Dicembre del 1999, quando il partito di Kumba (PRS) incendio’ la politica Guineense.
Proprio come oggi, nel 1999 il paese era stanco dalla violenza e dalla paura, dopo un anno e mezzo di alta instabilita’, che includera’ sette settimane di guerra civile.
Nel 1999, l’allora Presidente Nino Vieira fu obbligato a partire per l’esilio, e Bissau visse momenti difficili, con un contingente internazionale incapace di impedire la vittoria finale della giunta militare, che non dimentica l’intervento dei paesi confinanti...
Dieci anni dopo il paese non e’ cambiato di molto...La paura persiste, Kumba Iala’ e’ uno dei 2 candidati. Parte svantaggiato, ma non deve essere scartato e sottovalutato, in quanto a quest’uomo appartiene il segreto di dare il giro alle situazioni politiche piu’ impossibili.

Fonte: DN GLOBO

sabato, luglio 04, 2009

AFRICA/GUINEA BISSAU - Elezioni presidenziali: secondo turno il 2 agosto tra Kumba Yala e Malam Bacai Sanha

Bissau (Agenzia Fides)- Si voterà per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Guinea Bissau. Lo ha annunciato la Commissione elettorale indipendente che ha reso noti i risultati del primo turno che si è tenuto il 28 giugno (vedi Fides 26/6/2009). Non avendo nessun candidato ottenuto la maggioranza assoluta (cinquanta per cento più uno dei voti espressi) richiesta per vincere le elezioni al primo turno, i due candidati che hanno ottenuto più voti andranno al ballottaggio il 2 agosto. Si tratta di Malam Bacai Sanha, candidato del PAIGC (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e di Capo Verde, l’ex partito unico), che ha diretto il Paese dal giugno 1999 al maggio 2000, che ha ottenuto il 39,6 per cento dei voti, e dell’ex Presidente Kumba Yala, eletto nel 2000, rovesciato da un golpe militare nel 2003, che ha ottenuto il 29,4 per cento di voti.
Si profila una sfida elettorale simile a quella del 2000. Nelle elezioni di quell’anno infatti Kumba Yala e Malam Bacai Sanha si contesero la Presidenza, con la netta vittoria del primo che ottenne il 72 per cento dei voti.
Sanha è stato Presidente provvisorio del Paese, dal giugno 1999 al maggio 2000, dopo il golpe militare contro il Presidente Vieira. Quest’ultimo, ritornato al potere dopo aver vinto le elezioni del luglio 2005, è stato ucciso da un gruppo di militari nel marzo di quest’anno, in circostanze ancora non chiare (vedi Fides 2/3/2009). Come Vieira, Sanha appartiene allo storico partito PAIGC, il movimento che si è battuto per l’indipendenza del Paese dal Portogallo, e che una volta acquisita l’indipendenza, ha governato la Guinea Bissau come partito unico per oltre 20 anni (il multipartitismo è stato reintrodotto solo nel 1994). Sanha, che è stato compagno d’armi di Amilcar Cabral, fondatore dal PAIGC, assassinato nel 1973, è di etnia beafada, un gruppo minoritario che rappresenta il 7 per cento della popolazione. È laureato in Scienze Politiche all’Università di Berlino, nella ex Repubblica Democratica Tedesca, ed è musulmano. Il suo partito, il PAIGC, dispone della maggioranza all’Assemblea Nazionale, avendo 67 deputati su 100.
Kumba Yala era stato eletto Presidente nel 2000, incarnando il desiderio di alternanza rispetto al vecchio partito unico, ma è stato criticato da gran parte della popolazione per la sua cattiva gestione economica. Sull’onda del forte risentimento popolare, nel 2003 l’esercito lo depose con un golpe incruento. Kumba Yala è un balante, una delle principali etnie del Paese, alla quale appartengono la maggior parte dei militari. Kumba Yala è laureato in filosofia all’Università di Lisbona e di recente si è convertito all’islam.

tratto da: www.fides.org

giovedì, luglio 02, 2009

HENRIQUE ROSA ACCETTA LA SCONFITTA
Il candidato indipendente per le elezioni presidenziali di domenica in Guinea-Bissau Henrique Rosa, ha riconosciuto oggi con un comunicato la sua sconfitta.
"Non abbiamoraggiunto i nostri obiettivi elettorali - spiega Rosa - e pertanto accogliamo con favore i due candidati che hanno ottenuto i voti necessari per passare alla seconda fase e ci auguriamo che lo spirito di pace, il senso civico e il rispetto tra gli avversari prevalgano nella seconda fase della campagna elettorale".
I RISULTATI ELETTORALI della GUINEA BISSAU in NUMERI!

LA CAPITALE BISSAU AVREBBE SCELTO ENRIQUE ROSA.
L'INTERNO DEL PAESE NE HA DICHIARATO LA SCONFITTA!

Voti a Bissau:
MALAM BACAI SANHA: 36.477
MOHAMED K.YALA: 25.168
HENRIQUE P. ROSA: 38.908

TOTALE VOTI a LIVELLO NAZIONALE

SANHA: 133786
YALA: 99428
ROSA: 81751

Fonti: www.didinho.org
DATI: Commissao Nacional de Eleicoes Guinea Bissau
UNA OCCASIONE PERDUTA
MALAM SANHA e KUMBA YALA al BALLOTTAGGIO il 2 AGOSTO

Il Candidato indipendente alle elezioni presidenziali di domenica scorsa in Guinea Bissau, Henrique Rosa, ha riconosciuto ieri, in un comunicato divulgato alla stampa, la propria sconfitta nello scrutinio.
Così, secondo fonti dai partiti, il ballottaggio alle presidenziali se lo giocheranno Malam Bacai Sanhà e Kumba Yala, il 2 Agosto.
"Dai dati appurati dal direttore della sua campagna , la candidatura presidenziale di Enrique Rosa riconosce di non aver raggiunto pienamente i suoi obbiettivi elettorali" riferisce un comunicato.
Sanhà, del PAIGC e Kumba Yalà del PRS sono giunti quindi al ballottaggio.

fonte: JORNAL de NOTICIAS

Peccato davvero per Enrique Rosa, un uomo che, durante la sua breve guidi al Paese come presidente interino della Repubblica, seppe mostrare grandi capacità, coraggio e rispetto per i valori umani...uomo di pace Enrique Rosa...che seppe esere saggio ed equilibrato in momenti tut'altro che pacifici (io ero in Guinea e posso anche dirlo!!!)
Sarà ancora così cocciuto il Popolo Bissau Guineense da ritrovarsi ad scegliere alla guida del Paese un pazzo come il Kumba Yalà?...un uomo nemico della democrazia, assetato di potere, che ha portato durante la sua ex preesidenza, il paese sull'orlo della catastrofe, condichiarazioni folli e deliranti?...
Possibile che la Guinea Bissau abbia paura davvero di lasciare il vecchio per il nuovo, consentendo a personaggi che già governarono in modo fallimentare il paese, di rimettere il loro culo sulla poltrona?...
Che Dio ci assista!

il Coordinatore

mercoledì, luglio 01, 2009

CAPO VERDE ELOGIA LA GUINEA

Il Primo Ministro della Repubblica del Capo Verde, José Maria Neves, ha affermato a Lisbona di aver seguito "da vicino" l'evoluzione del processo elettorale in Guinea-Bissau e ha "lodato l'impegno civico" degli elettori, minimizzando sull'alta astensione. "Stiamo seguendo da vicino le operazioni in Guinea-Bissau in attesa di conoscere le scelte del popolo" ha spiegato Neves, sottolineando "il forte impegno civico, che è anche un esempio per i politici locali".
I risultati delle presidenziali dovrebbero giungere non prima di domani

lunedì, giugno 29, 2009

Videoservizio di euronews sulle presidenziali in Guinea Bissau.

Clicca qui
Presidenziali: astensionismo al 40%.

Giovedi si dovrebbe conoscere il risultato di almeno una parte delle elezioni presidenziali di ieri, ha annunciato oggi il presidente della Commissione elettorale nazionale (CNE), Orlando Viegas.

Le autorità ritengono che si sarebbe astenuto circa il 40 per cento dei quasi 600.000 elettori registrati, e attribuiscono a due fattori: uno il disincanto con la serie di atti di violenza a cui hanno assistito nel paese, l'altro le pesanti piogge di ieri pomeriggio.

I sondaggi sono stati aperti dalle 07:00 alle 17:00 locali (dalle 09:00 alle 19:00 a in Italia) e il flusso durante la mattina incontro a votare almeno la metà degli elettori registrati, ma dopo la pioggia ha iniziato a mezzogiorno e un ampio panorama è cambiato notevolmente. La stagione delle piogge è di solito da metà maggio a metà novembre.

Secondo la maggior parte degli osservatori del processo elettorale, tutto è andato "libero, equo e trasparente" e senza incidenti di particolare nota. Ma ora le tensioni potrebbero aumentare se avremmo parecchi giorni senza conoscere i risultati, anche se provvisorio.

La legge dice che il CNE ha da sette a 10 giorni di tempo per comunicare il risultato dello scrutinio, ma l'affluenza dei votanti è stata inferiore a quella della legge del novembre dello scorso anno.

Se nessuno ddei candidati raggiungerà il cinquanta per cento più uno dei voti espressi, ci dovrebbe essere un secondo turno il 2 agosto tra i due più votati.

Secondo la credenza generale, i più votati sono il vecchio Presidente ad interim Malam Bacai Sanhá, sostenuto dal Partito d'Indipendenza africana di Guinea e Capo Verde (PAIGC) e l'ex Presidente Kumba IALA del Partito del Rinnovamento Sociale (PRS).
È generalmente accettato che la terza posizione va al indipendente Henrique Pereira Rosa, anche un ex presidente ad interim e una figura di prestigio tra le comunità del paese creola. E il suo appoggio a uno dei due altri candidati , potrebbe rivelarsi cruciale se fosse necessario anche il secondo turno di ballottaggio nel mese di agosto, quando le piogge raggiungono il loro picco.

fonte: http://www.publico.clix.pt/
BASSA AFFLUENZA E CALMA IRREALE
Nonostante gli appelli da parte degli 11 candidati per le elezioni presidenziali in Guinea-Bissau, l'affluenza al voto di ieri è stata bassa. Rispetto all'82% delle ultime elezioni legislative ci sarà un netto ridimensionamento, anche se gli osservatori sono soddisfatti delle operazioni di voto.
Intanto a Bissau, nelle prime ore della mattina si registrava una calma quasi irreale, senza circolazione dei veicoli privati e mezzi di trasporto pubblico ma con il solo movimento di veicoli da parte della Commissione elettorale nazionale.

domenica, giugno 28, 2009

Urne chiuse.

Gli elettori della Guinea Bissau, sono stati oggi alle urne per eleggere il successore del Presidente Nino Vieira, assassinato il 2 marzo, una campagna elettorale che il Presidente ad interim, Raimundo Pereira, e le tre principali candidati alla presidenza hanno considerato essenziale per la stabilità del paese.
Le elezioni si sono svolte senza incidenti, ma le prime indicazioni emerse durante la giornata, hanno evidenziato una bassa affluenza alle urne degli elettori, in particolare nella capitale, Bissau.
I sondaggi chiusi alle ore 17 (ore 19 In Italia) e il conteggio dei voti dovrebbe estendersi fino a notte fonda. Durante la mattinata, la partecipazione è stata bassa nei seggi.
La missione di osservatori dell'UE, ha detto la partecipazione è stata inferiore al 82 per cento registrato nel elezioni parlamentari del 2008, ha dichiarato Johan Van Hecke.
"La pioggia è stata una delle cause, ma non vi è stato solo un fattore", ha detto Hecke.
La persona responsabile per la missione di 21 osservatori ha detto che, in generale, lo scrutinio è proseguito in modo ordinato e tranquillo. "Possiamo essere soddisfatti di questa elezione ben preparata e ben organizzata, nonostante la pioggia. Non vi è stato alcun incidente o eventuali reclami .
"Esse sono tutte le condizioni per una buona organizzazione. Forse vi è una certa agitazione per gestire il momento del conteggio dei voti. Se non riusciremo a farlo, la stabilità del paese è in pericolo », ha ammonito il presidente della commissione elettorale nazionale, Desiderio da Costa Lima.
Il corrispondente della Reuters, Alberto dabo , precisa il semplice fatto che le elezioni hanno luogo meno di quattro mesi dopo l'assassinio di Nino Vieira in un apparente ritorsione per la morte del capo di stato maggiore generale delle Forze Armate, Battista Tagmé In Waié.
Ma sottolinea che il vincitore delle elezioni dovrà affrontare le difficili sfide della riforma delle forze armate , per evitare che il paese diventi uno Stato fallito, indebolito dall'influenza di trafficanti di droga in America Latina che utilizzano la carta di Guinea-Bissau per il traffico in Europa.
"Le elezioni dimostrano, almeno, che hanno difeso la Costituzione. Il vero test è quello che viene dopo ", ha detto Kissy Agyeman-Togobo di IHS Global.
Le elezioni sono state seguite da vicino a livello regionale, dopo il colpo militare in Mauritania, nel mese di agosto 2008 e in Guinea, nel dicembre 2008, essi hanno rappresentato un arretramento della democrazia in Africa occidentale.
Il periodo che precede l'elezione è stata anche segnata dalla uccisione, da parte dei militari, il 5 giugno, di un candidato per la presidenza, l'ex ministro degli Interni Baciro dabo ed ex ministro della Difesa Helder Proença. Questi reati hanno fatto decidere a un altro candidato, Peter Infanda, di ritirarsi dalla corsa.
I tre principali candidati oggi hanno difeso l'importanza delle elezioni. Malam Bacai Sanhá, il PAIGC, in termini di potenza, che è stato presidente dal 1999 al 2000, ha dichiarato: "questa elezione segna una nuova fase che permetterà di Guinea-Bissau trovare il proprio posto con il rispetto e la dignità della comunità internazionale".
Kumba IALA del Partito del rinnovamento sociale, anch'egli è stato eletto presidente nel 2000 e ha tenuto la carica fino al 2003 ed è un membro del più grande gruppo etnico del paese, il balanta, ha promesso di introdurre "riforme negli apparati dello Stato" e "porre fine alla uccisioni ".
L'indipendente Henrique Pereira Rosa, che fu presidente dal 2003 al 2005, ha sostenuto che ciò che è in gioco in queste elezioni è che la Guinea-Bissau "lasciando una profonda crisi, una crisi delle istituzioni, della società e dei suoi valori" .

Il presidente ad interim, Raimundo Pereira, che non è un candidato, ha sottolineato che "il prossimo presidente dovrebbe dare la priorità al dialogo nazionale e la costruzione di stabilità."

Sul terreno, gli elettori hanno espresso un simile desiderio di stabilità e di un ritorno alla normalità. "Credo che questo voto ci porterà felicità. Non c'è pace nel paese, ed è duro lavoro.

fonte: www.publico.clix.pt
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